Andreino, e va da s soprattutto l milanista, stato la

con Rivera e altri amici miei

Ieri sera non ho visto moncler outlet online uomo la finale. Non potendo affidare la mia felicit ai piedi di Van Basten, sono andato a cercarla ai piedi del palco di Van Morrison, a Brescia, in piazza delle Loggia, in una serata speciale di amici veri, quelli che ti prendono per mano nei momenti bui e quelli che rivedi e moncler saldi ritrovi moncler outlet serravalle dopo tanto tempo, col cuore che moncler uomo batte quando che moncler bambino saldi li abbracci e misuri il tempo passato con le rughe moncler saldi uomo agli angoli moncler donna degli occhi che sorridono.

Un prima del concerto, mentre all Stadion di Berlino facevano riscaldamento, io bevevo un pirlo, seduto ai tavoli di piazza del Duomo. Il vero pirlo, mi spiegavano gli amici bresciani, il bianco col Campari. Se dici un pirlo e basta, quelli che se ne intendono ti portano il bianco spruzzato di Campari; se lo vuoi con l lo devi dire. Nel rispetto della tradizione, ho chiesto il pirlo col Campari. I piumini moncler uomo miei due amici milanesi invece non sapevano di questa cosa del pirlo, l bresciano, e credevano che io cominciassi a dare segni di alienazione da calciofilo prestato al rock. Ma il pirlo davvero l istituzionale bresciano, un po come lo spritz in terra della Serenissima, o il giancumaci che bevevo col mio amico Michelino Dalmazzoni, interista da curva, al bar Mocambo di piazza Staglieno a Levanto.

E che io bevessi un pirlo, anzi due, poco prima della finale di Berlino, mi faceva venire in mente tante piumini moncler outlet altre cose. Innanzitutto che se fino a pochi mesi fa qualcuno mi avesse detto che nella serata della finale di Coppa dei Campioni tra il Barcellona, una specie di mia outlet moncler consolatoria seconda squadra, e la Juventus, la cordialissimamente detestata antagonista di sempre, io fossi lontano da un televisore, da moncler donna un bar o da un maxischermo, l preso per scemo. Tanto pi per andare ad ascoltare s un mito della storia musicale dell mezzo secolo come Van Morrison, ma un mito a me sostanzialmente muto. E nonostante la mattina avessi cercato di fare un corso di recupero, con Wikipedia e Youtube, giusto per non arrivare moncler outlet trebaseleghe l completamente digiuno. Il biglietto del concerto era per un affettuoso regalo di compleanno di due grandi amici: e come si faceva a dire di no? A Brescia avrei poi incontrato, anche se solo per poco prima del concerto, altri due amici che da tempo non vedevo, un altro pezzo importante della mia vita. E dal momento che da un po di tempo mi dedico al bricolage di me medesmo meco, Van Morrison aveva avuto la meglio su Pirlo. Ma non sul pirlo, e sui suoi effetti collaterali.

Per me Andrea Pirlo l reincarnazione del mio mito d Gianni Rivera. C molta approssimazione in tutto questo, e chi sa di calcio davvero, storcer il naso nel mettere a confronto generazioni lontane di campioni e, di fatto, tipi di calcio ormai tanto distanti quanto quasi due discipline sportive diverse, che so, i 400 ostacoli con moncler outlet i 1500. Per vedere Andreino stato per me rivedere sul campo, anche solo per qualche rapido intermittente, montaliano bagliore, il Golden Boy della mia infanzia. Il passo breve; il modo di girare intorno al pallone, di fintare moncler saldi outlet col corpo, quasi in assetto indipendente dalle gambe e dai piedi; lo sguardo alto sull del campo; il pre vedere la scena del gioco, anzi l cos come si accende una lampadina in una stanza fino a poco prima buia. Andreino, e va da s soprattutto l milanista, stato la palingenesi della mia figurina del cuore, quella che tengo ancora ritagliata sulla sponda della mia scrivania, il Giannirivera a cui mia piumini moncler saldi mamma, milanista, avrebbe voluto assomigliassi e mi pettinava come lui, coi capelli a spazzola. Al Berlusca non perdono un bel niente, vivendo da trent e da schizofrenico il mio rossonero Per se dovessi scegliere la bestialit calcistica pi imperdonabile che ha fatto, o ha consentito di fare, ecco, quella stata la cessione di Pirlo alla Juve, quattro anni fa. Quattro anni e quattro scudetti, tanto per spiegarci.

Ieri, confesso, ho tifato, alla giusta distanza, Juventus solo per lui, per l bresciano. Essere a Brescia e vederlo piangere a fine partita, lui col volto da impassibile Buster Keaton del rettangolo verde, stato per me un sommovimento profondo che mi ha portato in superficie molte cose.

Prima tra piumini moncler tutte quella che scrive Javier Mar prima lezione di ogni giocatore e di ogni allenatore dovrebbe essere questa: questo gioco, se non c dramma non c niente Se perdere o vincere una partita non viene vissuto come un evento cruciale e con una trama e una storia, con una svolta o una catastrofe, che riguarda il passato, il presente e il futuro, la dignit e il decoro e naturalmente la faccia con cui uno si alza l allora lasciamo perdere. Il calcio il circo dei nostri giorni, ma anche il teatro. Deve essere emozione, paura e tremito, desolazione o euforia.

Desolazione e euforia. Pirlo e Xavi, Andreino e Savino che si abbracciano e sono uno la faccia opposta e complementare dell Ecco quello che mi ha fatto venire in mente quell E poi un cosa, che in altro modo, cercavo di spiegare il giorno prima a mio figlio, commentando la farsesca vicenda del passaggio di propriet del Milan. Ci sono le quote societarie e le centinaia di milioni di euro, quelli che servono a ripianare i buchi di bilancio e i debiti con le banche, quelli che forse serviranno a ricomprare Ibra o liquidare Galliani, ma c qualcosa che, nonostante tutto e nonostante ci stiano provando proditoriamente, non ha un prezzo e non si trova sul mercato: la nostra pirlaggine appunto, JeSuisPirla di tifosi. I giocatori sono semplicemente i nostri rappresentanti, e certe volte, se guardi bene, riesci a vedere anche le barre metalliche su cui sono fissati, e le manopole alle estremit delle barre che ti permettono di muoverli. Io sono parte moncler outlet online shop del club, come il club parte di me; piumini moncler scontatissimi e dico questo perfettamente consapevole del fatto che il club mi sfrutta, non tiene in considerazione le mie opinioni, e talvolta mi tratta male, quindi la mia sensazione di unione organica non si basa su un fraintendimento confuso e romantico di come funziona il calcio professionistico.

Xavi Hernandez, che sorride alla sua ultima e vittoriosa partita col Barcellona, mi ricorda invece, per contrasto e per analogia onomastica mi ricorda un altro mio amico, Francesco Savio, juventino e bresciano, e per di pi sosia di Pirlo. Francesco ha visto la finale da un posto davanti al mare, chiss se in compagnia di suo figlio, Pietro. E chiss se ora un po triste, e si specchia ancora di pi nel volto di Pirlo. Arriveranno altre finali da vedere insieme. Io con Pietro Pepe, mio figlio, la prima l vista nel 2003, e proprio contro la Juve: i rigori, lo sguardo di Sheva dal dischetto prima di spiazzare Buffon Ma ormai era tardi, e Pepe si era gi addormentato sul divano.

S sono andato lungo sulla fascia e chiss se riesco a tenerla dentro questa palla e a moncler bambino outlet metterla in mezzo. Sar l del doppio pirlo (col Campari). La Mara mi aveva avvertito: me, a digiuno, il pirlo col Campari ti inciucca Ecco. Ma il Campari lo dovevo anche a Peppino Meazza, che insieme a Pirlo e a Rivera ci sta da Dio. Il Peppin, appese le scarpe al chiodo, nei primi anni del dopoguerra, era il 1949, allen per qualche mese il Besiktas di Istanbul, con sessant di anticipo sui nostri attuali allenatori andati a svernare sul Bosforo. Ma l anche per lui dur poco: al suo ritorno, a chi gli chiedeva che cosa della sua Milano gli era mancato di pi il Peppin, ovviamente in milanese, rispose: Campari e i campann! Rivera, Meazza. Senza contare Van Basten e Van Morrison. S sempre pi difficile giocare sto pallone, ora che mi sono infognato nel corner. E ancora di pi se penso che lo stadio ormai vuoto, come moncleroutlet-i vuoto lo stadio di cui parla Vittorio Sereni, nella sua ultima poesia, che si intitola Altro compleanno e che mi risuona in questi giorni del mio compleanno.

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